Tic tac tic tac

Ho guardato ovunque.

Ho svuotato cassetti, spostato documenti, buttato all’aria tutte le scatole riposte sopra gli armadi.

Niente.

Non lo trovo.

Forse nel mobiletto bianco !

Salgo le scale di corsa, mi precipito in camera, le mani veloci e ansiose aprono l’anta del mobile dove forse forse …

Niente.

Non c’è.

Penso. Cerco di concentrarmi. Di respirare.

Calma e lucida, mi ripeto, stai calma e lucida.

Allora quel giorno l’avevo in tasca ed ero in camera (o forse in cucina?) e sono poi andata in soggiorno (o forse in bagno?) … ?

Niente.

È passato troppo tempo. Sono successe troppe cose.

Nella mente il buio totale.

Mi assale il brivido all’idea degli infiniti problemi che mi aspettano se non lo trovo.

Una nube grigia carica di tempesta sta oscurando la mia giornata, che fino a poco fa era calda e soleggiata.

Peso sullo stomaco. Stanchezza e fatica. Panico e senso di colpa per non riuscire a ricordare.

Nella stanza inizia a suonare Jumpin’ Jack Flash. Mick Jagger rompe i miei pensieri confusi e agitati.

E’ il mio cellulare che sta squillando.

“L’ho trovato! Era nella cartelletta blu!”

Il “sentirsi sollevati” è una sensazione molto strana. E’ talmente veloce e totalizzante che non si riesce bene a individuare il confine tra il panico e la felicità. Quando è finito l’uno ed e’ iniziata l’altra.

Eppure sai che li hai vissuti tutti e due e in un lasso di tempo quasi inesistente, da tanto è stato breve.

Lassù qualcuno mi ama.

12 pensieri su “Tic tac tic tac

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