Nella Terra di Sandokan

La mia esperienza nel Borneo malese, pubblicato oggi in Donne Che Emigrano all’Estero

 

Correva l’anno 2007, era giugno.

Il mio (all’epoca) futuro marito –  viaggiatore seriale – mi propose un viaggio nel Borneo malesiano.

Certo! Stupendo!

In realtà non sapevo nemmeno che la Malesia avesse un Borneo. Ben venga. Si viaggia anche per questo no? Per scoprire e imparare.

E quindi via.

Zaino in spalla, Lonely Planet sezionata a dovere, modalità “turisti fai da te” attivata, in un afoso pomeriggio di inizio agosto decolliamo.

Era la mia prima volta in Oriente.

Ed è stato allora che, già dopo poche ore dall’atterraggio, mi sono sentita per la prima volta veramente all’estero.

Chi conosce l’Oriente lo sa. E’ un altro mondo.

Cultura, cibo, persone, atmosfera, energia … per me era tutto nuovo e tutto così affascinante!

Dopo una breve sosta ad Hong Kong approdiamo nel Borneo malese, a Kuching, la capitale dello stato malese del Sarawak.

Esperienza splendida: Kuching è una città allegra, vivace, cosmopolita. Tanti colori, tante forme, convivenze pacifiche di etnie e religioni diverse, così come variegato è lo stile architettonico che la caratterizza: templi, chiese, edifici in stile coloniale, moderni grattacieli.

La vita si muove veloce a Kuching ma non viene mai meno quell’atmosfera rilassata, quasi ovattata, che, da turista, ho trovato quasi ovunque in Oriente: è una sensazione difficile da spiegare ma molto facile da vivere.

Arriva il momento di pianificare l’esperienza cuore di questa prima parte di viaggio: la visita e il pernottamento nel Parco Nazionale del Bako.

Gli uffici di informazione turistica si rivelano molto efficaci nel fornire le indicazioni necessarie. Riusciamo anche a prenotare un paio di notti in uno dei lodge del Parco (capirò solo in seguito che qui il concetto di Lodge è molto ‘personalizzato’…).

Mappa del parco Bako

Il parco del Bako si estende su una superficie di circa 30 chilometri quadrati, il che lo qualifica come il parco più piccolo del Borneo.

Piccolo ma molto ben frequentato: il parco infatti possiede quasi ogni tipo di vegetazione tipica del Borneo.

Ben 25 diverse forme di ambiente floristico-vegetazionale convivono felicemente in questo meraviglioso angolo di mondo, tra cui l’ambiente marittimo, scogliera, mangrovie, foresta di diptero-carpi, palude e foresta pluviale.

Anche sul fronte faunistico, il parco regala grandi soddisfazioni.

Per gli amanti degli animali selvaggi, Bako è l’unico parco nazionale vicino a Kuching che permetta di avvistare animali nel loro ambiente naturale. Nel percorso faunistico sono infatti presenti moltissime specie differenti: il maiale barbuto, le scimmie nasiche, i macachi, i varani ma anche cinghiali, scoiattoli, 150 specie diverse di uccelli, la vipera verde asiatica, tanto per citarne alcune.

Entrati nel parco, lasciamo al Guardia Park le nostre generalità e il nostro itinerario e iniziamo l’esplorazione.

Camminare nella foresta è un’esperienza da vivere più che da scrivere.

E’ un momento unico. Totalizzante. La foresta e’ imponente. Grande. Potente. Si fa sentire in tutta la sua maestosità e ti accoglie come un ospite gradito e benvenuto. E’ talmente grandiosa da suscitare ammirazione. Stupore. Un forte senso di solennità.

Suoni, colori, profumi, movimenti, forme. Tutto è amplificato in maniera esponenziale e tu, piccolo essere umano che hai la fortuna di assaporare questa scia di energia fluttuante e profumata, hai davvero l’impressione di percepire quasi fin sotto pelle la vita di piante e animali. Tutto si muove, tutto vive, tutto ha una sua musica e una sua unità.

Non avevo mai visto una simile ricchezza di vegetazione e non avevo mai vissuto un simile senso di perfezione che solo un disegno meraviglioso come quello della Natura può realizzare.

Certo non è tutto facile, non tutto è rose e fiori (per rimanere in tema).

E’ indispensabile tenere a mente che si è ospiti, e come tali, ci si deve comportare. Non deve mai mancare il massimo rispetto per flora e fauna, ricordandosi che siamo noi a casa loro e non viceversa.

E’ bene sapere che si è in un ambiente tropicale quindi bisogna tutelarsi da punture di insetti, zanzare e animaletti vari.

Avere un abbigliamento adeguato e procurarsi tutto quello che serve per vivere in un luogo naturale e selvaggio. E una buona dose di adattamento e flessibilità non può che aiutare.

Il lodge, ad esempio, si è presentato molto bene all’esterno. Che romantico nido perfettamente integrato nell’ambiente! Ecco, poi una volta varcato l’uscio non si rimane certo stupiti per l’igiene e la pulizia. Ma è talmente suggestivo stare sul terrazzo a godersi lo spettacolo dell’imbrunire e svegliarsi in una cornice così verde, che si può perdonare ai rubinetti di far scorrere poca acqua (e non proprio trasparente), e ai materassi di essere nidi di ospiti inattesi e non meglio identificati!

Poco prima del tramonto lo scenario si modifica.

Gli animali entrano nella loro fase più attiva e man mano che scende la sera, le specie notturne prendono il posto dei compagni diurni, ormai pronti a ritirarsi. Cambiano la musica, i suoni, le luci. C’è poca energia elettrica, si va a dormire molto presto, accompagnati e cullati da suoni nuovi.

Il giorno dopo sveglia prima dell’alba, quando un gruppo di dispettosi macachi salta sul tetto della casetta alla ricerca di qualcosa da mangiare.

Il viaggio è proseguito altre tre settimane, altri parchi hanno riempito le nostre giornate.

Ma il Bako mi ha stregato. Mi è rimasto impresso nel cuore, con forza e prepotenza. Forse perché era la mia prima volta, e quindi come tale indelebile nella memoria. O forse perchè è potente e ricco come solo la Natura selvaggia sa essere.

O forse chissà. Non credo sia importante il perché. L’importante è che c’è stato e rimarrà sempre.

“Ovunque, mescolate alle particelle d’aria che respiriamo, ci sono particelle di meraviglia.”

(Fabrizio Caramagna)

https://donnecheemigranoallestero.com/dormire-giungla/

4 pensieri su “Nella Terra di Sandokan

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