Carlos

#gentedellIsola

Carlos viene al locale tutti i sabati, a fare colazione.

Ordina sempre le stesse cose: uova strapazzate, latte macchiato (non troppo caldo), una spremuta d’arancia, pane tostato e, a fine pasto, una birra piccola, una caña, come la chiamano qui.

Ha i capelli lunghi, scuri, lisci, molto curati, sempre in ordine. Oggi li porta sciolti sulle spalle, nonostante faccia molto caldo.

Ha un bel fisico, forme definite, muscoli ben torniti. Indubbiamente deve tenerci molto al suo corpo.

Mangia lentamente, assapora con cura e con calma ogni singolo boccone.

Oggi non parla molto, ha lo sguardo assente.

Guarda fuori dalla finestra, verso il mare. I suoi occhi sembrano perdersi nell’oceano … chissà qual’e’ il suo pensiero. Chissà qual’e’ la sua storia. Chissà chi è veramente Carlos.

Mi cade l’occhio sulle sue scarpe. Non le aveva mai indossate prima.

Rosse, di vernice, a punta. Un tacco vertiginoso, che poche volte ho visto portare qui, una città di mare molto semplice.

Ora che guardo bene, noto che oggi è particolarmente elegante.

Un trucco perfetto, capelli lucidi e ben pettinati, un’abito bianco corto, aderente, che valorizza il suo fisico slanciato.

Ordina un’altra birra.

Che strano – penso – di solito ne beve una sola.

Chissà, forse oggi è una giornata speciale. O forse no.

Mente mangia, la sporgenza che ha sul collo si muove senza sosta, raccontando qualcosa in più sulla sua identità.

Chissà, forse Carlos ha un altro nome. O forse no.

Beh. Tutto sommato, forse non è così importante.

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