Ma si, dai.

Inutile girarci intorno.

Fare troppo l’intellettuale, la super acculturata, la raffinata o la finta intenditrice.

E’ tempo di fare un outing come si deve. Di dire le cose come stanno.

Perché tanto poi si cade sempre, in un modo o in un altro.

“Le bugie hanno le gambe corte”, diceva mia nonna.

E quindi perché citare un film storico, intellettuale, sofisticato, pluripremiato, di un regista superqualificato, e chi più ne ha più ne metta?

Niente di tutto questo.

Nella sua semplicità, nei suoi colori sgargianti, nelle sue musiche super cult, nell’allegria che trasmette sin dalla prima scena, nei temi che tanto ci hanno fatto pensare, sognare, disperare, io amo lui.

Lo adoro, l’ho visto millemila volte e ancora oggi mi strappa un sorriso, ogni volta che lo vedo o lo sento.

E’ il mio cult movie.

Mi accompagna da quando avevo 12 anni e probabilmente mi seguirà fin che campo. Amici per la pelle, io e lui.

Danny e Sandy, quanto mi fate divertire. Sempre.

11 pensieri su “Ma si, dai.

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