Che delusione!

Apro oggi una piccola parentesi in questo blog – parentesi che magari riproporrò qualche volta in futuro (o magari no 🙂

Parliamo di #considerazionifilosofichenonrichieste.

“Non richieste” perché sono certa che se ne potrebbe fare anche a meno.

“Considerazioni filosofiche” perché ogni tanto mi vengono certi pensieri amletici e certi ribaltamenti cervellotici che non possono non essere condivisi.

Il tema di oggi è la delusione.

Quante volte è capitato (a chiunque) di rimanere delusi da qualcuno?

E cos’è che “brucia” di più?

Il fatto che i comportamenti subiti non abbiano rispettato le nostre aspettative?

Il fatto che il “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” molto spesso è più un dire che un fare?

La totale mancanza di rispetto alla nostra sensibilità?

E fino a che punto è legittimo rimanere delusi?

Ognuno è “fatto” a modo suo. Quello che può dar fastidio a me può non darlo a te, e viceversa.

Però non è sempre doveroso pensare a quanto si sta ledendo la sensibilità altrui prima di fare o dire qualcosa?

E infine. Quanto possono/devono essere alte (o importanti) le aspettative rispetto agli altri nei nostri confronti?

Certo, dipende tutto dal legame che si ha con “l’altro” in questione.

Ma la domanda rimane sempre aperta.

Anzi, le domande rimangono sempre tutte aperte.

Io penso di aver imparato poco e niente dall’esperienza.

Perché ogni volta sono qui a scervellarmi e a proporre le mie considerazioni filosofiche non richieste.

16 pensieri su “Che delusione!

    1. Demonio

      È difficile, i tuoi ad esempio non mi entrerebbero e nei miei chi andresti due volte!😬
      Scherzi a parte forse e dico forse, per non avere delusioni bisognerebbe limitare le aspettative.

      Piace a 2 people

  1. Le delusioni sono la mancata realizzazione di un’immagine che si è voluto dare al futuro; certamente incide anche la mancanza di fiducia che traballa di fronte ad una delusione.
    Il tema è aperto a mille riflessioni; ergo, grazie per averlo proposto.

    Piace a 1 persona

  2. A me un giorno in ufficio un cliente mai visto prima ha detto una cosa che mi ha offesa. Non mi ritengo particolarmente suscettibile, ma non accetto che uno sconosciuto si permetta di fare certe considerazioni, come se fosse un mio amico. Al che ho reagito dicendo: “Ma lei come si permette e chi la conosce?” e questo mi ha risposto che alla sua età – avrà avuto 60 anni – poteva dire e fare tutto quello che voleva. Tutto dipende proprio dalla sensibilità (o della sua mancanza) delle persone che ti ritrovi di fronte. Tra l’altro spero di non diventare anche io come questo tizio con il passare degli anni 😉

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