C’era una volta (la fiaba di Ferragosto)

C’era una volta un Granchietto di nome Jumpy.

Jumpy viveva su una grande scogliera, in una bella Isola del mare dei Tropici, con la mamma e il papà, i fratellini e le sorelline, gli zii e le zie, i cugini e le cugine, gli amichetti e le amichette.

Era il più giovane della (granch)comunità.

Jumpy amava andare in giro senza sosta, (s)granchiettava tutto il giorno da uno scoglio all’altro, sempre pronto a scoprirne di nuovi.

Aveva però un grosso problema: poiché era ancora piccolo, non riusciva a salire sugli scogli più alti ma doveva per forza rimanere su quelli bassi, vicini al mare.

Ogni tanto provava ad arrampicarsi ma …. patapam! (S)grancapitombolava giù, fino al mare.

“Uffa! Sono davvero un granchio sfortunato!”

Disse un giorno Jumpy alla sua mamma.

“Perché mai figlio mio? Hai tutto quello che un granchio possa desiderare! Famiglia, amici, mare, terra, sole, vento. Cosa vorresti di più?”

“Vorrei fare come voi grandi! Salire, arrampicarmi, vedere scogli nuovi, andare in giro, sempre più in alto!”

“Figlio mio, imparerai la Pazienza. Imparerai che ogni cosa arriva al momento debito e che c’è un tempo per tutto.

Imparerai che non devi avere tutta questa fretta di crescere perché essere bambini è meraviglioso. I piccoli possono vedere il mondo con occhi speciali, vivere la vita in maniera piena e appassionata, scoprire la felicità in luoghi e situazioni in cui gli adulti non vedono niente”

Jumpy si fermò a riflettere.

“Non ho capito molto mamma ma se lo dici tu sarà vero per forza …”

E se ne andò per i suoi (s)granchiettamenti quotidiani.

Arrivò il caldo. E quell’estate era veramente infuocata.

I granchi adulti avrebbero tanto desiderato entrare nel mare per rinfrescarsi ogni tanto ma non sempre era loro possibile.

O si trovavano su scogli troppo in alto e scendere era impossibile senza scottarsi le zampette, oppure potevano tuffarsi ma avevano paura. Non lo facevano più da quando erano piccoli!

E quindi non potevano fare altro che trovare una fessura o un riparo nascosto all’ombra, dove rimanere gran parte della giornata.

“Che bella l’Estate, è meravigliosa!”

Disse Jumpy tuffandosi di continuo su e giù dagli scogli al mare.

“Non vedo l’ora che finisca invece!” rispose suo zio, incastrato tra una roccia e l’altra, “tutto il giorno richiusi in questi angoli bui … io e gli altri non ne possiamo più!”

Jumpy risali’ sullo scoglio più basso e mentre un’onda lo rinfrescava, ripensò alle parole che gli disse sua mamma.

In effetti era bello essere bambini. Si certo, avrebbe voluto salire più in alto e vedere orizzonti nuovi.

Ma al momento non gli pareva così male godersi i freschi piani bassi.

Tanto prima o poi sarebbe cresciuto per forza.

Ma ogni cosa sarebbe successa a suo tempo.

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