Come un fiume che scorre

Spesso si guardava indietro.

Rileggeva la sua storia. Tutte le vite che aveva vissuto. Ogni momento, ogni fatica, ogni singolo istante che, in quel preciso momento in cui accadeva, le era sembrato non finire mai.

Quanto tempo era passato? Quante ne aveva vissute – di vite ?

Ormai, alla soglia dell’età più matura, non le contava più. Non le temeva più. Le guardava con tenerezza. Con affetto. A volte con profonda nostalgia. E sospirava. Sospirava per quello che non sarebbe mai più tornato. Mai più vissuto. Sospirava per lo scorrere del tempo. Per il flusso inarrestabile dell’esistenza che ti porta lontano, che – comunque vadano le cose – ti porta sempre. Continuamente.

Stasera avrebbe voluto avere un Angelo Custode. Lì. Vicino a lei. Pronto a rassicurarla. A dirle “tranquilla, andrà tutto bene”.

Forse era quello il suo segreto più intimo e nascosto.

Il bisogno di sentirselo dire. Che andrà tutto bene.

Perché tanto “che andrà”, lo sapeva già anche lei.

4 pensieri su “Come un fiume che scorre

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