Il non senso del senso

«”Perché?” continuiamo a chiedere, cercando spiegazioni per rassicurarci. Ma non c’è un perché. Perché le stagioni, la luna? Perché sono nato? Perché la gente muore? Perché lui soffre e quest’altro no? Da bambino, è legittimo porsi queste domande. Ma arriva un giorno in cui la meraviglia le brucia.

Quando si è affascinati dalla caduta di una foglia, non c’è più spazio per le domande. Si sente la foglia che cade dentro di sé – senza più perché. Il pensiero “perché?” non può più sorgere. L’energia non può colpire il cervello per concettualizzare. C’è disponibilità, sentimento, chiarezza. Non è una chiarezza che sappia qualcosa, è una mancanza di dinamismo psicologico.

Cade una foglia: si vede la bellezza dell’intero universo; allo stesso tempo, si ha la sensazione che non stia succedendo nulla. E’ lo stesso con qualsiasi percezione. Tutto questo avviene nell’apertura. Non c’è spazio per un concetto, per una comprensione, per qualsiasi cosa. Il vero senso è un non-senso».

Eric Baret

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