Riflessioni dalla Quarantena: finestre a confronto

da Internet:

Sono rari i quadri di Edward Hopper in cui non compaia una porta, una finestra o un finestrino, che l’ambiente sia una stanza, o un ufficio, o lo scompartimento di un treno, o la camera di un motel, o un desolato bar notturno. Anche i paesaggi visti dalla strada si soffermano sulle facciate delle case, e in particolare sulle finestre.

Hopper intuiva bene che la finestra è l’anima di un edificio, un focus metafisico, ciò che permette lo sguardo dall’interno verso l’esterno, così come dall’esterno verso l’interno.

Un gioco di sequenze e sguardi che mirano a cogliere degli angolini di vita privata ben precisi: quelli che testimoniano i momenti di solitudine. Gli attimi sospesi nei pensieri, in attesa di un cambiamento, persi nei meandri della nostra mente. E i luoghi desolati, che possono essere reali o psicologici, dove si finisce inevitabilmente nella malinconia e, nei casi più gravi, al dramma.

Alfred Hitchcock, indiscusso maestro del brivido, deve aver davvero amato Edward Hopper: alcune delle sue più note inquadrature si ispirano evidentemente ai capolavori del pittore.

I paesaggi e l’architettura urbana americana, che popolano tanto le tele del primo quanto le pellicole dell’altro, sono un evidente e chiaro punto di contatto tra Hopper e Hitchcock.

Uno sguardo che sa cogliere la vita all’interno degli edifici, l’occhio del voyeur che sa cogliere quei momenti privati, misteriosi, ambigui e talvolta stranianti, ma sempre con un certo distacco, senza divenire mai invadenti.

Un gioco di sequenze e sguardi che mirano a cogliere degli angolini di vita privata ben precisi: quelli che testimoniano i momenti di solitudine. Gli attimi sospesi nei pensieri, in attesa di un cambiamento, persi nei meandri della nostra mente. E i luoghi desolati, che possono essere reali o psicologici, dove si finisce inevitabilmente nella malinconia e, nei casi più gravi, al dramma.

Ho rivisto proprio ieri La finestra sul Cortile, film che amo profondamente.

E ho una stampa di Hopper appesa proprio davanti al mio letto.

E niente.

Tutto questo mi fa molto Quarantena.

Chissà se i due grandi l’avevano mai considerata.

6 pensieri su “Riflessioni dalla Quarantena: finestre a confronto

      1. Demonio

        ah nemmeno io lo sono ma tanto di solito i critici non è che mi sembrano tanto sani di mente quando danno certi giudizi! Però mi sa che Hitchcock ha messo tutti d’accordo! Ps, un paio d’estati fa per il troppo caldo ci andai anche io a dormire in balcone! 😀

        "Mi piace"

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